Nasce dal profumo del mosto una passione ventennale. Incontro con Gianluca Dell’Antoglietta

Come nasce la tua passione per il vino?

Ricordo perfettamente quando ho messo piede per la prima volta in una delle cantine di mio nonno: ero in gita con la mia classe delle elementari e ho memorizzato il profumo del mosto in fermentazione: quel ricordo si affaccia ogni volta che porto le prime uve in cantina. Questa passione embrionale si è poi affinata con le importanti esperienze lavorative che mi hanno permesso di conoscere persone, luoghi e prodotti che hanno fatto la storia del vino.

Ci racconti il tuo processo di produzione?

Il processo produttivo per creare un vino nasce sempre nei miei vigneti, che curo con attenzione affinché le uve che arrivano in cantina siano qualitativamente eccellenti. Tutto il resto viene fatto rispettando il frutto creato in vigna e cercando di esaltare al meglio le qualità che l’annata ci ha messo a disposizione.

Nella tua gamma hai Negroamaro, Susumaniello, Fiano. Qualche informazione in più?

Tutti i miei vini vogliono rappresentare il territorio, cercando di esaltare al massimo le caratteristiche dei vitigni; infatti, volutamente la vinificazione di Lutroc, Memo e Nìnì, rispettivamente Negroamaro, Primitivo e Susiumaniello, sono identiche, affinché chi li assaggia possa cogliere le peculiarità dei singoli vitigni.

Ci consigli come “abbinare” ogni singolo prodotto ad un piatto?

L’abbinamento è qualcosa di molto soggettivo e quando si trova quello giusto, ne beneficia sia il piatto che il vino. Personalmente cerco di memorizzare quanti più possibili sapori e odori, in modo che quando penso alle caratteristiche di un piatto, mi possa venire in mente quale vino abbinarci.

Quali sono i canali di vendita e come sono localizzati i tuoi clienti?

Ho scelto sin dall’inizio di prediligere il canale tradizionale, che per caratteristiche è quello che meglio si addice ad una cantina come la mia. Questo non vuol dire, però, relegare la distribuzione dei miei vini solo a determinate zone: attualmente i mercati principali sono la Puglia, il Giappone, la Germania e la Polonia. Altre zone d’Italia e del mondo sono, comunque, raggiunte, anche se non in modo continuativo.

Come è andata l’annata 2020?

L’annata appena conclusa è stata davvero una gran bella annata; nella zona di Salice Salentino, dove sono allocati i miei vigneti, abbiamo avuto, durante tutto il periodo di vita della vigna, cioè da aprile a settembre, tutte le migliori condizioni climatiche per portare in cantina delle uve eccezionali. Alcune varietà hanno prodotto poco in quantità, garantendo però una qualità eccellente.

Cosa vorresti chiedere al Governo?

Mi piacerebbe che le misure che vengono prese per supportare i diversi settori della nostra economia, che sono direttamente o indirettamente coinvolti nelle restrizioni messe in atto, siano concordate con le singole categorie, al fine di canalizzare nel migliore dei modi le poche risorse che il governo ha a disposizione.

Quali sono i progetti per il futuro?

Il futuro di un’azienda vitivinicola deve essere programmato con largo anticipo, perché i tempi di realizzazione di ogni progetto sono lunghi, in quanto abbiamo a che fare con i ritmi della natura. Quest’anno rimetterò in commercio Nantoli, l’Olio Extra Vergine di Oliva prodotto con la stessa cura e attenzione che metto nella produzione del vino. L’anno prossimo ho intenzione di piantare un nuovo vigneto, di rinnovare alcuni vigneti ormai vecchi e di consolidare la distribuzione dei miei vini.

Gianluca Dell’Antoglietta di Cantina Sanchirico