La festa di San Martino. Non tutti sanno che…

Chi conosce bene la cultura salentina sa che la festa di San Martino, che si svolge ogni 11 novembre, è davvero molto sentita. Generalmente si festeggia organizzando, con amici e parenti, una cena ricca di gustose pietanze, tra cui, immancabili, le castagne calde, la carne arrostita e, soprattutto, un ottimo vino novello.

Le sue origini sono antiche. La festa vuol rievocare la solidarietà e la carità dimostrate da San Martino di Tours che, quando era ancora un soldato, decise di tagliare il proprio mantello per offrirne la metà ad un poverello che non aveva nulla per ripararsi dalle intemperie. La leggenda narra che il mattino seguente il mantello venne ritrovato intatto. Fu così che il soldato, scosso dall’episodio, decise di convertirsi ed abbracciare la religione cristiana, fondata sui valori della carità e della condivisione, fin quando fu proclamato vescovo dai suoi concittadini. Le caratteristiche di questa ricorrenza sono proprio la solidarietà e la carità, alle quali si aggiungono un po’ di sana goliardia e la condivisione del cibo.

Fin dai tempi più remoti, in occasione della festa di San Martino, i contadini salentini aprono le botti ed offrono il vino nuovo, novello appunto, accompagnandolo con alcune pietanze tipiche, tra cui le famose pittule, grandi polpette di pastella fritta, irregolari, che possono anche essere farcite con pomodoro e capperi, cavolfiore e baccalà.

Ecco la mia ricetta.

La ricetta delle pittule salentine

L’impasto base è semplicissimo: farina, acqua e lievito, ma con la fantasia si possono arricchire in mille modi diversi. Impossibile che non soddisfino i gusti di chi le assaggia, anche all’ora dell’aperitivo. Insomma, ognuno ha le sue pittule.

Ingredienti:

Farina 00 500 gr.

Acqua tiepida 400 ml

Lievito di birra 1/2 panetto

Sale q.b.

Olio di girasole per la frittura

 

Procedimento:

Sciogliete il lievito di birra in un po’ di acqua tiepida insieme ad un cucchiaino di zucchero (questo passaggio agevolerà l’azione lievitante perché il lievito si nutrirà subito dello zucchero). Lasciamo riposare qualche minuto.

Setacciate la farina in una ciotola ed aggiungete ilsale. Aggiungete alla farina prima l’acqua e lievito e mescolate, quindi unite la restante acqua tiepida, poca alla volta, mescolando di continuo. Impastate e sbattete l’impasto in modo che assorba aria. Appena compariranno delle bolle in superficie sarà pronto e può essere lasciato lievitare.

Copritelo e lasciatelo riposare in un luogo caldo fino aquando non raddoppierà di volume

Appena l’impasto risulterà lievitato iniziate a friggere.

In una casseruola dai bordi alti mettete abbondante olio e fatelo riscaldare.

Se avete preparato dei ripieni, metteteli in delle coppette e suddividere l’impasto in quantità sufficiente da incorporare gli ingredienti preparati.

Bagnatevi le mani e prelevando piccole quantità di impasto lasciatele scivolare delle palline di pasta nell’olio caldo, Se non vi siete mai cimentate con questo lavoro potete utilizzare un cucchiaio.

Fate friggere le palline per qualche minuto. Scolatele su carta assorbente in modo da eliminare l’unto in eccesso. Servite calde

Il giorno di San Martino è anche il giorno della sboccatura del Novello, vi consiglio come abbinamento il Novello Rubecolo di Cantina Sampietrana

 

 

 

Questo elemento è stato inserito in Blog. Aggiungilo ai segnalibri.